Bifest 2016: Paolo Sorrentino ricorda Ettore Scola

Ettore Scola

Se ne va l’ultimo maestro di una generazione che ha fatto grande il cinema italiano. Ora siamo definitivamente tutti più soli, noi che facciamo questo lavoro.

Paolo Sorrentino sulla scomparsa di Ettore Scola

Durante i giorni frenetici del Bari International Film Festival – Bif&st 2016, sono state tante le curiosità sul maestro Ettore Scola, tirate fuori dal cassetto dei ricordi. Fra le varie rimembranze, abbiamo scelto di pubblicare il ricordo di Paolo Sorrentino, regista Premio Oscar con il film La Grande Bellezza, che qualche mese fa decise di commentare in questo modo la scomparsa dell’ultimo gran maestro del cinema italiano.

“Avevamo una bella amicizia. Mi aveva chiamato per Capodanno per farmi gli auguri. Non è una cosa usuale, mi aveva colpito. Ci siamo visti tanto, abbiamo trascorso tante sere insieme. L’ho sempre invitato a vedere i miei film prima che uscissero, ci tenevo a sapere il suo parere. E lui era molto affettuoso, molto tenero con me, a dispetto di un carattere che si diceva fosse burbero. Sapeva essere tenero e paterno. E aveva una grande, intelligente ironia.”Paolo Sorrentino

Che cosa ha significato il cinema di Scola per l’Italia?

La sua filmografia è meravigliosa tutta, piena di film bellissimi. C’eravamo tanto amati è un capolavoro assoluto della cinematografia di sempre, l’avrò visto almeno quaranta volte. Perché è una grandissima dissertazione sulla malinconia e sul trascorrere del tempo. Interpretato da attori che erano memorabili, ma che lui faceva recitare ancora meglio del solito: Gassman, Manfredi, Satta Flores. Scola a volte viene inserito, per i facili etichettatori, dentro il mondo della commedia all’italiana, ma era ovviamente molto di più. È stato uno dei più grandi registi del mondo, come lo era Rosi che è andato via un anno fa.

Lei lo considerava un maestro.

La terrazza è un film che mi è piaciuto davvero, ovviamente l’ho guardato con grande attenzione quando ho dovuto fare cose mie, questo è evidente. E poi Una giornata particolare, struggente. Forse solo Dino Risi con “Il sorpasso” gli è stato al passo. Scola era il grande anello di congiunzione tra malinconia ed ironia, lo ha fatto meglio di chiunque altro in Italia e forse dappertutto. Basta vedere il personaggio di Satta Flores in C’eravamo tanto amati. Una dolorosa comicità viveva nelle cose che faceva Scola. Aveva maestria e intelligenza quasi inarrivabili. Qualcosa che cerchiamo di fare con grande modestia io e Virzì, ma Scola è stato il maestro ed è insuperabile in questo.Metteva insieme una sottilissima linea di dolore che attraversava l’essere umano, per stemperarla cercava di caricare a molla l’arma dell’ironia. Senza sapere quale delle due poteva vincere. In realtà è una battaglia, quella tra malinconia ed ironia, che non arriva da nessuna parte. I suoi sono stati film che manifestavano la grande impotenza dell’uomo e io questo lo trovo meraviglioso all’interno di un’opera cinematografica. Qualcosa di molto difficile da fare davvero e lui lo faceva meglio di chiunque altro.

Era capace di sterzare in tutt’altra direzione con un film come Brutti, sporchi e cattivi.

Spesso si usa a sproposito la parola grottesco. In realtà nessuno di noi è stato capace di adoperarsi nel grottesco, che è un genere di una complessità assoluta. L’unico che è riuscito a farlo è stato Scola con quel film. Tutti quello che hanno provato a cimentarsi con il grottesco sono stati noiosi. Lui solo c’è riuscito facendo un grande film.

Ettore Scola si era sempre impegnato in tante battaglie per il cinema.

Ultimamente mi aveva chiamato per questioni legate al miglioramento dei diritti d’autore. Alzava il telefono e chiedeva a tutti noi di fare la nostra parte.

Qual è il ricordo più bello?

La sua grande ironia. Di recente eravamo stati a cena insieme. Si ragionava sull’età sua, 84 anni. E lui a un certo punto ha detto con grande serenità, come fosse un commento: “Ma io penso che vada bene così. Che è abbastanza.” C’era chi insisteva: perché non ci adoperiamo per far fare un nuovo film a Ettore? E lui: “Non ci provate neanche, non ho nessuna intenzione”. E poi quella cosa sull’età. Tutti abbiamo smesso di parlare.

Arianna Finos

La Repubblica, 20 gennaio 2016

Ettore Scola – Un tributo


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Goes away the last master of a generation that has made Italian cinema. Now we all are definitely longer alone.

Paolo Sorrentino on Ettore Scola’s death

During the hectic days of the Bari International Film Festival – Bif&st 2016, have been so many curiosities about the maestro Ettore Scola, pulled out of the drawer of memories. Among the various recollections, we have chosen to publish the memory of Paolo Sorrentino, Oscar-winning director with the film The Great Beauty, which a few months ago decided to comment in this way the disappearance of the last great master of Italian cinema.

“I had a beautiful friendship with Ettore. He had called for New Year to greet me. It is not a usual thing, he hit me. We saw so much, we spent many evenings together. I’ve always asked to see my films before they left, I wanted to know his opinion. And he was very loving, very tender with me, in spite of a character who was said to be grumpy. He could be tender and fatherly. He had a great, intelligent humor.”

What did it mean the Scola movies for Italy?

His filmography is wonderful throughout, full of beautiful films. C’eravamo tanto amati is an absolute masterpiece of cinema of all time, I will have seen at least forty times. Because it is a great dissertation on the melancholy and the passage of time. Played by actors who were memorable, but he did play even better than usual: Gassman, Manfredi, Satta Flores. Scola is sometimes added, for easy labelers, within the world of Italian comedy, but it was obviously a lot more. It was one of the greatest directors in the world, as it was Rosi’s left a year ago.Paolo-Sorrentino

You considered him a master.

La terrazza is a movie that I really liked, of course I watched with great attention when I had to do my stuff, this is obvious. And then Una giornata particolare, poignant. Perhaps only Dino Risi with “The Easy Life” he was up. Scola was the great connecting link between melancholy and irony, he did it better than anyone else in Italy and perhaps everywhere. Just see the character of Satta Flores in C’eravamo tanto amati. A painful comedy lived in the things that made Scola. He had skill and intelligence almost unreachable. Something we try to do with great modesty and I Virzi, but Scola was the master and is unsurpassed in questo.Metteva along a thin line of pain that ran through the human being, to dissolve it tried to load the weapon of spring ‘ irony. Without knowing which of them could win. In reality it is a battle, that between melancholy and irony, that does not get you anywhere. His films have been demonstrating the great man’s helplessness and I find it wonderful that within a film. Something very difficult to do really, and he did it better than anyone else.

He was able to steer in the opposite direction with a film like Brutti, sporchi e cattivi.

Often used inappropriately the word grotesque. In fact none of us has been able to work towards the grotesque, which is a kind of absolute complexity. The only one who was able to do was Scola with the movie. All what we have tried to grapple with the grotesque were boring. He alone has succeeded making a great movie.

Ettore Scola had always engaged in many battles for the cinema.

Lately he had called me for issues related to the improvement of copyright. He picked up the phone and asked all of us to do our part.

What is the best memory of Ettore Scola?

His great irony. Recently we had dinner together. He reasoned its age, 84 years. And he at one point said very calmly, as if it were a comment: “But I think it goes so well. That’s enough.” There were those who insisted that we need to actively make make a new film to Ettore? He said, ‘Do not even try it, I’m not going.” And then that thing on age. We all stopped talking.

Arianna Finos

La Repubblica, 20 gennaio 2016

Ettore Scola – Un tributo

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