Alex Frezza: Steward dell’ospitalità

Alex Frezza, per chi non dovesse conoscerlo, rappresenta un’icona del bartending Italiano, anche se lui si definisce semplicemente uno steward dell’ospitalità. Un nome che è riuscito negli anni a far riconoscere Napoli non solo come la città della pizza o del babà, ma anche come la capitale del sud Italia, quando si parla di bere miscelato.

Classe 1977, Alex Frezza è co-founder del famoso cocktail bar in stile speakeasy: l’Antiquario Napoli. Nel 2007 ha fondato a Napoli con Francesco Cappuccio, Luigi Pignatelli e Vincenzo Cardone, Bar in Movimento, innovativa società di cocktail catering, in seno alla quale è nata la scuola di formazione Bar in Movimento Academy. Per arricchire la proposta bar del capoluogo campano, ma soprattutto per realizzare il suo sogno, lo scorso anno sorprende tutti con l’apertura del nuovo exotic bar: Platanos, a pochi passi da Piazza Vittoria.

Siti nel cuore della bella Napoli, nel quartiere di Chiaia, sia l’Antiquario che il Platanos, uno vicino all’altro ma tutti e due con dei format e delle proposte beverage differenti. “L’Antiquario è un buon format, silenzioso, tranquillo ed è stato ben accettato dai vicini, alcuni hanno scoperto dopo due anni che eravamo un cocktail bar. In uno scenario cittadino dove le attività commerciali cambiano ogni anno, un’attività solida viene vista molto bene dai proprietari delle mura. Quindi abbiamo  ricevuto proposte da tanti locali commerciali in zona, ecco il motivo della vicinanza tra i due. Platanos è una cosa strana, un concetto di esotico più esteso e proteso al futuro di questo genere, qualcosa che interseca una visione più ecologica del nuovo mondo, dove le contaminazioni tra culture sono sempre più la norma e dove le cose più interessanti si trovano nelle sfumature. L’Antiquario lo sento sicuramente più mio, mi piace aprire la porta ai clienti e dargli il benvenuto!. Platanos mi dà l’opportunità di differenziare l’offerta e di cambiare personalità ogni tanto”, ci racconta Alex Frezza. 

Una carriera costruita passo dopo passo, Alex come altri, è un ragazzo che si è dovuto costruire tutto da solo. Grazie alle sue abilità dietro al bancone ha fatto sì che si accendessero i riflettori su di lui e con tanto di “cazzimma” come si direbbe a Napoli è riuscito a cogliere e sfruttare al massimo qualsiasi opportunità. A far scattare la scintilla e l’amore per questo lavoro nel suo percorso ci sono alcune realtà note e nomi alla quale si è ispirato, come ad esempio tutta la scena romana della prima generazione del Jerry Thomas, a Patrik Pistolesi, Paolo Sanna, Daniele Gentili. Persone che l’hanno accolto tra le loro amicizie e coinvolto nella loro vicende. “Persone diventate amici cui ancora oggi mi sento in dovere di ringraziare”, dice Alex.

Paolo Viola: Il livello di miscelazione a Napoli può essere paragonato a Milano o Londra? 

“Napoli è una grande città, negli ultimi 5-6 anni ha fatto dei grandi passi in avanti sicuramente, ma siamo ancora lontani da certe realtà. Sono il primo a credere in questa città e spero si percepisca, ma sono conscio di certi limiti. Spesso mi diverto a fare il paragone tra Napoli e New York partendo dal fatto che sono sulla stessa latitudine, ma poi le differenze sono tante. Napoli non genera lo stesso volume di business delle altre due città, abbiamo perso l’importantissima punta della piramide del consumo che sono gli alberghi di lusso, da cui poi a cascata scaturiscono tutti gli altri settori dell’ospitalità, sotto questo punto di vista siamo un po’ all’ombra di posti come Capri e Positano. I bar di Napoli hanno fatto un grande lavoro nell’ adeguarsi ma credo che negli ultimi tempi si siano un po’ adagiati sugli allori, non vedo molti bar lavorare su dei fondamentali importantissimi, come un buon menù, un concetto riconoscibile, una formazione del personale costante. Bisogna dare un’immagine più compatta negli standard e variegata nell’offerta per essere considerati al pari di altre città, non basta avere le stesse bottiglie in bottigliera, lo stesso modello di bicchiere e la stessa macchina del ghiaccio. Detto questo, consiglio di non sottovalutare alcune nuove realtà nella provincia di Napoli, che stanno facendo un buon lavoro. Paradossalmente vedo una spinta maggiore da parte dei ristoranti, sia da quelli stellati, che dai ristoranti più alla moda, stanno tutti puntando su una costante offerta di cocktail a tavola, questa la considero una rivoluzione positiva. Sintomo di un cambio della tipologia di clientela e una internazionalizzazione dell’offerta. La miscelazione è solo il riflesso di tutti questi fattori. Magari al momento dovremmo focalizzarci più su certi fondamentali come, ad esempio, non è normale che sia un caso straordinario trovare un bar che faccia il Bellini Cocktail, cocktail sinonimo di estate ma soprattutto drink simbolo della miscelazione Italiana”, risponde Alex Frezza.

Se dunque siamo ancora lontani nel paragonare Napoli ad altre città, con Alex Frezza abbiamo però trovato un punto che va a favore per il sud Italia, che è quello di avere l’opportunità di aprire un cocktail bar. Diciamo che per chi fa questo lavoro, l’ambizione quasi sempre è quella di mettersi in proprio. “La più grande differenza tra nord e sud secondo me è la possibilità dei barman di aprire le proprie attività. Al sud (da Napoli in giù) è un dato di fatto che gli affitti dei locali commerciali siano più bassi, quindi è più facile per un barman aprire il suo bar, questo genera sviluppo del bartending e da voce ai barman per poter testare i propri sogni, la propria visione della miscelazione e creare nuove opportunità . Al Nord la creazione di nuovi bar avverrà sempre sulla base di business plan ben studiati, in cui il rischio imprenditoriale è ridotto al minimo. Ma se guardiamo altre città dove i cocktail bar hanno fatto tendenza come New York, Parigi e Londra, le cose sono sempre cambiate quando i barman hanno colonizzato parti della città dove gli affitti erano più bassi e quindi dava loro la possibilità di sperimentare nuovi format alternativi. Paradossalmente oggi fa più notizia un cocktail bar aperto a Lecce che uno aperto a Milano. Ma forse è anche giusto che sia così”, spiega Frezza 

Alex Frezza è riuscito a trasformare la sua passione per il lavoro in idea imprenditoriale, l’esempio di come diventare imprenditori di se stesso è la chiave che lo ha portato al successo, perché non basta avere a disposizione le opportunità ma serve soprattutto poi saperle sfruttare, e lui l’ha fatto. “Non mi sono mai posto obiettivi a lungo termine, mi sono concentrato più sul duro lavoro, adesso a 41 anni sto valutando le cose fatte negli ultimi 10 e ho capito che nei prossimi 10 mi toccherà programmare attentamente ogni passo. Non mi considero un’istituzione né un punto di riferimento, questo è un mondo strano, fatto di finti maestri e persone che anche in buona fede fanno dei danni enormi alla professione. Credo che ognuno di noi debba dare un buon esempio alle nuove generazioni che si approcciano al nostro mondo, io cerco di fare il mio”, afferma Alex Frezza. 

Sempre molto attento e aggiornato alle novità, acclamato da aziende come il liquore Strega – che negli anni gli ha affidato il prestigioso “Premio Strega” -, Alex prende a cuore ogni progetto a lui affidato e per chi come lui fa questo lavoro con passione e dedizione vive di manie, che apparentemente possono essere banali, ma per la riuscita di un buon lavoro fanno la differenza; ad esempio ho scoperto la sua “fissa” per la divisa di lavoro, e non solo: “ho una fissa per le divise, credo che il personale di un bar debba essere glorificato da una divisa, qualunque essa sia. Determina la professionalità del nostro lavoro, anche nei posti più informali ci deve essere una netta linea tra il cliente e l’operatore. Musica e luci sono un’altra mia fissa, sogno un locale con un impianto di domotica con diversi setting per ogni situazione”, confida Alex. 

Volete intraprendere un’esperienza con il capitano Frezza? Al colloquio non dite che avete lavorato a Londra: “non consiglierei a nessuno di andare a Londra, la situazione attuale non è delle migliori e sinceramente sono stanco di fare colloqui a persone la cui prima frase è: ho lavorato a Londra”, dice il Capitano Alex Frezza.


Alex Frezza, for those who do not know him, represents an Italian bartending icon, even if he simply defines himself as a hospitality steward. A name that has succeeded over the years in recognizing Naples not only as the city of pizza or babà, but also as the capital of southern Italy, when it comes to mixology.

Born in 1977, Alex Frezza is co-founder of the famous cocktail-style cocktail bar: the Antiquario Napoli. In 2007 he founded in Naples with Francesco Cappuccio, Luigi Pignatelli and Vincenzo Cardone, Bar in Movimento, an innovative cocktail catering company, where the Bar in Movimento Academy training school was born. To enrich the proposed bar of the capital of Campania, but above all to realize his dream, last year surprises everyone with the opening of the new exotic bar: Platanos, a few steps from Piazza Vittoria.

Arranged in the heart of the beautiful Naples, in the Chiaia district, both the Antiquarium and the Platanos, one close to the other but both with different formats and beverage options. “The Antiquario is a good format, quiet, peaceful and was well accepted by neighbors, some discovered after two years that we were a cocktail bar. In a city scenario where commercial activities change every year, a solid activity is seen very well by the owners of the walls. So we have received proposals from many commercial premises in the area, this is the reason for the proximity between the two. Platanos is a strange thing, a concept of exotic more extended and reaching out to the future of this kind, something that intersects a more ecological vision of the new world, where cross-cultural contaminations are increasingly the norm and where the most interesting things are found in the shades. I certainly feel the Antiquarium more mine, I like to open the door to customers and welcome them !. Platanos gives me the opportunity to differentiate the offer and change personalities every now and then”, says Alex Frezza.

A career built step by step, Alex like others, is a guy who has had to build everything himself. Thanks to his abilities behind the counter he made sure that the spotlights were turned on him and with a lot of “cazzimma” as one would say in Naples, he was able to seize and make the most of every opportunity. To trigger the spark and love for this work in its path there are some known realities and names to which it was inspired, such as the whole Roman scene of the first generation of Jerry Thomas, to Patrik Pistolesi, Paolo Sanna, Daniele Kind. People who welcomed him among their friends and involved in their affairs. “People who have become friends that I still feel obliged to thank”, says Alex.

Paolo Viola: Can the mixology level in Naples be compared to Milan or London?

“Naples is a big city, in the last 5-6 years it has certainly made great progress, but we are still far from certain realities. I am the first to believe in this city and I hope it is perceived, but I am aware of certain limits. I often enjoy comparing Naples and New York starting from the fact that they are on the same latitude, but then there are many differences. Naples does not generate the same business volume as the other two cities, we have lost the very important point of the consumption pyramid that are luxury hotels, from which all the other hospitality sectors then cascade, from this point of view we are a little in the shadow of places like Capri and Positano. The bars of Naples have done a great job in adapting themselves but I believe that in recent times they have been resting a little on their laurels, I don’t see many bars working on very important fundamentals, like a good menu, a recognizable concept, a staff training constant. It is necessary to give a more compact image in the standards and varied in the offer to be considered like other cities, it is not enough to have the same bottles in the bottle, the same model of glass and the same ice machine. Having said that, I advise you not to underestimate some new realities in the province of Naples, which are doing a good job. Paradoxically, I see a greater boost from restaurants, both from starred restaurants and from more fashionable restaurants, all focusing on a constant offer of cocktails at the table, I consider this a positive revolution. Symptom of a change in the type of customer and an internationalization of the offer. Mixing is only a reflection of all these factors. Maybe at the moment we should focus more on certain fundamentals such as, for example, it is not normal that it is an extraordinary case to find a bar that makes the Bellini Cocktail, a cocktail synonymous with summer but above all a drink symbol of Italian mixology”, replies Alex Frezza.

So if we are still far away in comparing Naples to other cities, with Alex Frezza we have however found a point that goes in favor of southern Italy, which is to have the opportunity to open a cocktail bar. Let’s say that for those who do this work, the ambition is almost always to set up on their own. “The biggest difference between north and south in my opinion is the ability of the bartenders to open their own businesses. In the south (from Naples on down) it is a fact that the rents of commercial premises are lower, so it is easier for a barman to open his bar, this generates bartending and gives voice to the barman to be able to test his own dreams, their own vision of mixing and creating new opportunities. In the North the creation of new bars will always take place on the basis of well-designed business plans, in which the entrepreneurial risk is reduced to a minimum. But if we look at other cities where cocktail bars have set trends like New York, Paris and London, things have always changed when bartenders colonized parts of the city where rents were lower and therefore gave them the chance to experiment with new alternative formats. Paradoxically today a cocktail bar opened in Lecce is more news than one opened in Milan. But perhaps it is also right that it should be so”, explains Frezza.

Alex Frezza has managed to transform his passion for work into an entrepreneurial idea, the example of how to become an entrepreneur of himself is the key that led him to success, because it is not enough to have the opportunities available but above all then to know how to exploit them, and he did it. “I have never set myself long-term goals, I focused more on hard work, now at the age of 41 I am evaluating things done in the last 10 years and I understand that in the next 10 I will have to plan each step carefully. I do not consider myself an institution nor a point of reference, this is a strange world, made up of false teachers and people who, even in good faith, do enormous damage to the profession. I believe that each of us must set a good example for the new generations that are approaching our world, I try to do mine”, says Alex Frezza.

Always very attentive and updated to the news, acclaimed by companies such as the Strega liqueur – which over the years has entrusted him with the prestigious “Strega Award” -, Alex takes every project entrusted to him to heart and for those like him who do this work with passion and dedication lives on manias, which apparently can be trivial, but for the success of a good job make the difference; for example I discovered his “paranoia” for the work uniform, and not only: “I have a set for the uniforms, I believe that the staff of a bar must be glorified by a uniform, whatever it is. It determines the professionalism of our work, even in the most informal places there must be a clear line between the customer and the operator. Music and lights are another fixture of mine, I dream of a place with a home automation system with different settings for every situation”, confides Alex.

Do you want to start an experience with Captain Frezza? At the interview, do not say that you have worked in London: “I would not recommend anyone to go to London, the current situation is not the best and I honestly am tired of interviewing people whose first sentence is: I worked in London”, says the Captain Alex Frezza.

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