Appunti di stile: Blazer, identità di un’icona

Grande classico del guardaroba maschile, il Blazer è la giacca sportiva dall’allure spiccatamente nautica; principe degli spezzati e delle occasioni a mezza via tra il formale e l’informale; compagno insostituibile dei fine settimana eleganti, dei pomeriggi nei club sportivi e delle riunioni lavorative non troppo impegnative, la cui foggia, contraddistinta dai tipici bottoni metallici e il colore blu navy, rievoca una tanto decantata origine militare.

La storia di questo capo inizia a bordo della fregata inglese H.S.M. Blazer, come evoluzione della giacca di panno, a righe bianche e blu, indossata dall’equipaggio della Royal Navy in epoca vittoriana, sebbene il suo legame natio conduce inevitabilmente alle memorie dei club sportivi e dei più antichi college anglosassoni, tra cui spicca il nome del circolo di canottaggio Lady Margaret, del St John’s college di Cambridge, con i suoi blazer rosso sgargiante, spesso menzionato per giustificare l’origine etimologica del capo in questione. Numerose fotografie d’inizio Novecento e le pubblicità del brand americano Brooks Brothers testimoniano l’uso del blazer a mo di divisa, spesso in colori forti e a righe verticali, con tanto di stemma ricamato sul taschino che ne sancisce lo status di appartenenza. Sono i cosiddetti rowing blazer dei circoli remieri ed i college blazer delle associazioni scolastiche, tutt’oggi utilizzati, i quali, tuttavia, sono da confinare all’uso per i quali sono nati, ragion per cui, parlando di blazer in senso stretto, vi è un unico modello da inserire nella lista degli irrinunciabili, quello nautico, geneticamente legato al mondo militare e stabilizzatosi nel mondo civile grazie alla complicità dei reali inglesi, di cui la sartoria inglese, Gieves & Hawkes, al N° 1 di Savile Row, ne è storica fornitrice.

In linea con la tradizione sartoriale, il blazer è principalmente doppiopetto, la cui abbottonatura classica presenta da quattro a sei bottoni luminosi, o otto nelle versioni più singolari, spesso in linea per enfatizzarne il carattere marziale. Meno affascinante la versione ad un petto, con due o tre bottoni, in quanto l’abbottonatura a contrasto perde di importanza. Quest’ultima, difatti, è l’elemento chiave del blazer: bottoni argentati o dorati, talvolta decorati con loghi estremamente simbolici e identificativi, dei quali il noto marchio inglese, Benson & Clegg, ne offre una vastissima scelta in termini di qualità e ricercatezza, le cui varianti seguono la stessa legge che determina il grado di formalità in un abito, tenendo a mente che il dorato rende sempre l’insieme più sportivo. Il tessuto è generalmente in saglia o panno blu navy; il taglio, piuttosto dritto, è caratterizzato da due spacchi posteriori, con l’immancabile presenza di tasche con pattina e taschino, sebbene oggi il blazer si conceda la piacevolezza di abbracciare una maggiore naturalezza attraverso una spalla destrutturata e l’uso di tasche applicate. Nella sua estrema versatilità, il blazer risulta vincolante per quanto riguarda l’abbinamento dei pantaloni, i quali prediligono i colori del Beau Brummell, il bianco e il color crema o il grigio in tutte le sue nuance, dal più chiaro per il giorno al più scuro per il pomeriggio e la sera; maggiore libertà nella scelta degli accessori: cravatte e papillon dai toni decisi, giallo, verde e rosso o un cache-col per un aspetto più rilassato, poiché il blazer può concedersi senza remore la grazia di una valenza estetica anche senza cravatta, soprattutto in contesti sportivi. In virtù della sua origine è da abbinare ad una scarpa marrone, nei modelli meno formali, come derby o mocassino, prestandosi bene allo scamosciato e al bicolore. Piccole variazioni d’abbinamento e di peso lo rendono un capo capace di adattarsi a contesti sia cittadini che meno, perfetto sia d’inverno con pantaloni in flanella, che d’estate accompagnato da panama e bermuda.

Il blazer non è una semplice giacca blu, troppo spesso identificata come sinonimo del suddetto, la quale, tuttavia, per via dell’assenza dei bottoni in metallo, non può definirsi come tale. Le due fogge, infatti, appartengono a due diversi registri dell’abbigliamento maschile e soggetti, dunque, a diverse regole vestimentarie: una scarpa nera, ad esempio, avrà un aspetto completamente diverso se contestualizzata in uno spezzato con giacca o blazer blu, rendendola nel primo caso esteticamente accettabile. Il blazer, essenziale nella sua forma, è allo stesso tempo sobrio ma ricco di dettagli con cui l’uomo elegante può raccontare di sé e delle proprie passioni, il cui fascino lo ha reso vero e proprio vessillo di eleganza.


A great classic in the men’s wardrobe, the Blazer is a sports jacket with a distinctly nautical allure; prince of the broken suit and of the occasions halfway between formal and informal; irreplaceable companion of elegant weekends, afternoons in sports clubs and not too demanding business meetings, whose shape, characterized by the typical metal buttons and navy blue colour, evokes a much vaunted military origin.

The story of this garment starts on board of the English frigate H.S.M. Blazer, as the evolution of the cloth jacket, with blue and white stripes, worn by the Royal Navy crew in the Victorian era, although its native link inevitably leads to the memories of sports clubs and the oldest Anglo-Saxon colleges, among which stand out the name of the Lady Margaret rowing club, of St John’s college in Cambridge, with its flamboyant red blazers, often mentioned to justify the etymological origin of the garment in question. Many photographs of the early twentieth century and the advertisements of the American brand Brooks Brothers, testify to the use of the blazer in the shape of a uniform, often in strong colours and vertical stripes, with a crest embroidered on the pocket that enshrines the status of belonging. These are the so-called rowing blazers of the rowing clubs and college blazers of the school associations, still used today, which, however, are to be confined to the use for which they were born, reason why, speaking of blazers in the strict sense, it is a unique model to be included in the list of indispensable, the navy, genetically linked to the military world and stabilized in the world Gieves & Hawkes, at No. 1 of Savile Row, it is historical provider.

In line with the sartorial tradition, the blazer is mainly double-breasted, whose classic buttoning has four to six bright buttons, or eight in the most singular versions, often in order to emphasize its martial character. The one-breasted version, with two or three buttons, is less fascinating, because the contrast buttoning loses its importance. The latter, in fact, is the key element of the blazer: silver or gold buttons, sometimes decorated with extremely symbolic and identifying logos, of which the well-known English brand, Benson & Clegg, offers a vast choice in terms of quality and refinement, whose variants follow the same law that determines the formality degree in a suit, keeping in mind that the golden one always makes the whole more sporty. The fabric is generally made of navy blue serge or flannel; the cut, rather straight, is characterized by two back vents, with the inevitable presence of pockets with flap and breast pocket, although today the blazer gives the pleasure of embracing a more natural through a destructured shoulder and the use of patch pockets. In its extreme versatility, however, it is binding on the combination of trousers, which prefer the Beau Brummell colours, white and cream or gray in all its nuances, from the lightest for the day to the darker for the afternoon and evening; greater freedom in the selection of accessories: ties and bow ties with bold tones, yellow, green and red or a cache-col for a more relaxed look, as the blazer can indulge himself, without hesitation, the grace of an aesthetic value even without a tie, especially in sporting contexts. By virtue of its origin it’s should be combined with a brown shoe, in the less formal models, such as derby or loafer, lending itself well to suede and bicolour. Small variations of combination and weight make it a garment able to adapt to contexts both citizens and less, perfect both in winter with flannel trousers, and in summer accompanied by panama and Bermuda.

The blazer is not a simple blue jacket, too often identified as a synonym of the aforementioned, which, however, due to the absence of metal buttons, cannot be defined as such. The two styles, in fact, belong to two different registers of men’s clothing and subjects, therefore, to different dress rules: a black shoe, for example, will look completely different if contextualized in a broken suit with blue jacket or blazer, making it in first case aesthetically acceptable. The blazer, essential in its shape, is at the same time sober but rich in details with which the elegant man can tell about himself and his passions, whose charm has made him a true banner of elegance.

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