Elegance

Come veste l’Autunno

L’estate, al tramonto della sua gioiosa spensieratezza, pian piano s’immerge nell’atmosfera pacata e malinconica di una giornata d’autunno: le foglie dai molteplici colori ricoprono lentamente i viali, l’aria fresca accompagna la natura nel sua viaggio inesorabile verso l’inverno e l’eleganza distilla la sua essenza autunnale con un delicato equilibrio di tonalità calde e materiali dal sapore british.

All’orizzonte si profila il fatidico cambio di stagione, momento particolarmente simbolico, non solo per la natura che si trasforma, ma per ogni uomo dedito all’eleganza, il quale avverte il fascino e l’influenza delle stagioni che mutano sul proprio vestire. Il linguaggio estetico si rinnova, sintonizzando il guardaroba maschile sulle frequenze dell’autunno che sta per scoccare: il segnale punta verso nuove consistenze dettate dal tempo e dalle circostanze. I vecchi capi si rispolverano e si rovista smaniosamente tra le mazzette dei tessuti autunnali nella bottega del sarto, per aggiungere un nuova nota alla melodia del proprio stile. Il classico affronta l’arrivo dei primi freddi fasciandosi di tessuti grezzi e robusti, in cui vive ancora l’emozione della vera lana. Gli indispensabili per antonomasia sono i tweed in tutte le loro varianti, Harris, Scottish e Donegal, dalla caratteristica superficie ruvida e le flanelle cardate, follate e calorose, in versione full color o nelle fantasie che danno il meglio di sé in questa stagione: glen check, principe di Galles, tartan, finestrati, pied-de-poule e gessati.

Cambiano le fogge, i tessuti, i pesi, le nuance ed i motivi. I pantaloni riprendono confidenza con l’irreprensibilità di una piega che aveva lasciato il posto alla leggerezza del lino stropicciato. Il gilet torna protagonista, dalla versione più formale nell’abito tre pezzi, alla più confidenziale se in lana Shetland o moleskin nei colori del sottobosco. Camicie monocromatiche e a fantasia riemergono dalla morbidezza di un cardigan o un pullover in cashmere e mohair, definendo la spigliatezza dell’uomo informale. I toni chiari e brillanti che hanno dominato nelle località vacanziere si spengono, diventano opachi e s’incupiscono. Il blu brillante e le tinte coloniali virano verso i colori del cielo e della terra sfumata dalle prime nebbie: il marrone pieno e disinvolto, il cammello, l’ecru, l’ambra, il verde bosco, il bordeaux, il malva, l’arancio con punte di ruggine e il rosso avvolgente dai sottotoni violacei. Accanto ad essi domina la neutralità dei colori tipicamente urbani: il grigio dall’effetto mélange e il blu nelle gradazioni più intese, fredde e rigorose, destinate agli uomini d’affari che tornano a calcare i marciapiedi delle grandi metropoli con i loro completi autorevoli e ventiquattrore di vitello alla mano. In essi si esprime l’intraprendenza del business man che ama destreggiarsi con gessati netti e spaziati o con l’austera versatilità della flanella cardata, che, nelle tonalità del grigio medio, rimanda all’ineccepibile figura dell’Avvocato Agnelli, il quale fece di tal tessuto la pietra miliare del proprio stile. Le giornate di pioggia riacquistano quel fascino retrò con la semplicità di un trench alla Humphrey Bogart, in versione doppiopetto e cintura in vita, ombrello con manico di bamboo e fedora alla testa.

Il weekend fuori porta spezza la solennità lavorativa, riscoprendo il piacere della cara giacca di tweed, declinata nel vasto repertorio della tradizione equestre e delle campagne inglesi, dalla Norfolk alla Hacking jacket, da abbinare a pantaloni scuri e cardati, in flanella, velluto a coste, Bedford cord o in whipcord. Gli accessori riacquistano spessore, imponendosi con la corposità di una cravatta o papillon in grenadine ad effetto garza, in lana challis o in seta madder con motivi vintage, per un fascino intenso, ma discreto, enfatizzato dal finish mat e satinato, in linea con l’atmosfera della stagione. Il panama si ripone e lascia il testimone al classico fedora, alle coppole di lana e alla lobbia cittadina. Sciarpe setose, calze, pochette e bretelle dai motivi variopinti, tipicamente autunnali, si mescolano sapientemente tra loro e alla dominanza dell’abito che ne regola le alleanze cromatiche, creando un’armonia tattile e visiva, di cui solo l’esperienza può dettare i segreti. E le scarpe? La bussola del buon gusto punta in direzione delle classiche oxford nere da indossare nelle occasioni più formali e al lavoro, nonché sull’immancabile scarpa marrone, che si concretizza nella più elegante francesina con decorazioni o in una derby, passe-partout dell’abbigliamento maschile nel tempo libero e durante il viaggio, in pellami spessi e martellati, da alternare a polacchini scamosciati e stivaletti che amano esibirsi nei contesti tipicamente montani e sportivi.

La chiave di volta per vestire l’autunno è la sensorialità: assaporare quanto più di poetico esso ha da offrire e trasporlo al proprio abito, al proprio profumo, ai propri gesti, ascendendo attraverso i vari gradi dell’eleganza; è un elogio alla metamorfosi della stagione, per raccontare di sé con l’unicità del proprio stile che si fonde con la natura dormiente.


Summer, at the sunset of its joyful light heartedness, slowly falls in the calm and melancholic atmosphere of an autumn day: the leaves of many colours slowly cover the avenues, the fresh air accompanies nature in his inexorable journey towards the winter and the elegance distils his autumnal essence through a delicate balance of warm shades and materials with British flavour.

The horizon is outlined by the fateful season change, a particularly symbolic moment, not only for the changing nature, but for every man enthusiastic about elegance, who senses the charm and influence of the seasons that change in their dress. The aesthetic language is renewed, tune in to the men’s wardrobe on the frequencies of the autumn that is about to rock: the signal points to new textures dictates by the time and, as always, by the occasions. The old suits are revisiting and trying frantically among the fall fabrics list in the shop of the tailor, to add a new note to the melody of own style. The classic faces the arrival of the first cold, wrapping up rough and robust fabrics, in which the emotion of true wool still lives. Indispensable by all are the tweed in all its variants, Harris, Scottish and Donegal, with characteristic rough surface and woollen carded flannels, fulled and warm, in solid colour or in the fantasies that give the best in this season: glen check, Prince of Wales, tartan, windowpane, houndstooth and pinstripes.

The fabrics, the shapes, the weights, the nuances and the motifs change. The pants get back confidence with the irreproachability of a fold that had given way to the lightness of the frothy linen. The waistcoat come back protagonist, from the most formal form in the three-piece suit, to the most comfortable, if is in Shetland wool or moleskin in the colors of the undergrowth. Monochromatic and fancy shirts resemble to the softness of cashmere and mohair cardigan or sweaters, defining the casualty of the casual man. The bright and shining tones that have dominated in the holiday resorts go out, become opaque, and become overwhelmed. The bright blue and the colonial tones flourish in the colors of a sky and of the foggy earth: full and casual brown, camel, ecru, amber, forest green, bordeaux, mauve , the orange with rusty tips and the enveloping red, with purple subthemes. Alongside them dominates the neutrality of typically urban colours, such as gray with melange effect and blue in the most intense, cold and rigorous gradations, destined for businessmen, who return to press down the sidewalks of the great metropolis with their authoritative double-breasted suits and calfskin bag to the hand. They express themselves in businessman’s enthusiasm that loves to juggle with net and spaced stripes, or with the austere versatility of the carded flannel, which, in the shades of medium gray, refers to the incomparable figure of Avvocato Agnelli, who made of this fabric the milestone of his own style. Rainy days regain that retro charm with the simplicity of a Humphrey Bogart trench style, in a double-breasted version and waist belt, an umbrella with a bamboo handle and fedora in the head.

The outdoor weekend breaks the solemnity of work, rediscovering the pleasure of the dear tweed jacket, reflected in the vast repertoire of equestrian and English country life tradition, from Norfolk to Hacking jackets, to match with dark, thick and carded pants, in flannel, corduroy, Bedford cord or whipcord. The accessories recover prominence, imposing themselves with the thickness of a tie or bowtie in grenadine with gauze effect, in wool challis or madder silk with vintage pattern, for an intense, but discreet charm, emphasized by mat and satin finish, in line with the atmosphere of the season. The panama hats hangs up and leaves the witness to the classic fedora hat, wool flat caps and the homburg for town. Silk scarves, socks, pocket squares and suspenders with colourful motifs, typically autumnal, mix wisely with each other and the dominance of the suit that regulates the chromatic alliances, creating tactile and visual harmony, of which only experience can dictate secrets. And the shoes? The compass of good taste points in the direction of the classic black oxford to be worn in the most formal circumstances and at work, as well as the impeccable brown shoe, which concretizes in the most elegant oxford with decoration or derby, the pass-partout of men’s clothing during free time and the travel, in thick and hammered leather, alternating with suede ankle shoes and boots that like to play in typically mountain and sporting environments.

The key to dressing in the autumn is sensory: enjoy the more poetic it has to offer and carry it to its own suit, its perfume, its gestures, ascending through the various degrees of elegance; is a praise to the metamorphosis of the season, to tell of itself with the uniqueness of its style in blending with the sleepy nature.

Scrittrice per passione, è autrice di diversi articoli dedicati al mondo dell’eleganza maschile. Da oltre sei anni collabora con Eleganza del Gusto, raccogliendo nei suoi scritti la vera essenza della sartoria e dell’abbigliamento classico maschile. Dottoressa in Geologia, ha da sempre una grande passione per la bellezza e l’eleganza, che trova espressione anche attraverso il suo lavoro di gemmologa.

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