Francesco Galdi: campione con gli occhi da bambino

Francesco Galdi è una di quelle persone che basta poco per capire che non è solo un bartender, ma molto di più. Francesco Galdi è l’alunno che tutte le maestre vorrebbero avere, il composto, che mangia solo durante la ricreazione ed è subito pronto ad alzare la mano. E se i suoi ex compagni di scuola lo ricordano così, noi della bar industry, invece, non possiamo dimenticare che Francesco si è trovato a doverne alzare due di mani, quando è stato proclamato Miglior Bartender d’Italia alla finale nazionale del prestigioso Diageo Reserve Worldclass nel 2018.

Francesco Galdi è nato a Torino, figlio di ristoratori, che fin da piccolo gli hanno trasmesso l’amore e la passione per questo lavoro. Si definisce uno studente, che prende molto seriamente la sua professione, ma allo stesso tempo non si fa mancare alcune dosi di divertimento. “Chi  non sa ridere non sa fare ospitalità, chi non si diverte mentre lavora non saprà servire a dovere i clienti, ma soprattutto, dietro al bancone ci si dovrebbe ricordare più spesso che stiamo servendo i nostri ospiti e dunque sono loro che devono godere delle nostre attenzioni. Noi bartenders o camerieri, siamo i migliori attori non protagonisti” afferma Galdi.

Aveva appena 18 anni quando Francesco ha iniziato a prendere seriamente questo lavoro, lavorando nei migliori Café storici di Torino. Sempre il più piccolo di tutti, sguardo attento a rubare quello che di buono vedeva nei suoi maestri, e vista la giovane età poteva permettersi di fare tante domande. Ancora oggi ricorda tutte le persone che ha incontrato nel suo percorso: ricorda che da loro ha imparato tanto ed è anche grazie a loro che ha raggiunto il suo sogno, perché sì, il Francesco Galdi che conosciamo è il Galdi che ha sempre sognato di essere e che continua a sognare, e racconta: “Tutto quello che sono adesso, sul lavoro e nella vita, lo devo a mia moglie, che da più di 15 anni è sempre stata al mio fianco, mi ha fatto da bar back in tutte le competizioni, mi ha supportato nei miei successi e mi ha aiutato a rialzarmi dalle mie cadute”

Dopo la parentesi italiana, lavorando come responsabile del bar al Dry Milano e successivamente al boutique Hotel The Yard Milano, Francesco ha deciso di lasciare, non tanto perché in Italia non stava bene, anzi, ma perché a volte la vita ti mette davanti delle scelte importanti da fare, tipo quando ti propongono la posizione di Corporate Beverage Manager del Buddha Bar Group: sarebbe quasi folle non accettare!. Oggi Francesco Galdi, nel suo ruolo di Corporate Beverage Manager si ritrova a gestire 40 bar, divisi in più di venti paesi nel Mondo. Ogni giorno è una challenge, ogni giorno è una scoperta, conoscere e confrontarsi con vari mercati, gusti e tradizioni diverse, impegnano Galdi a dover reinventarsi ovunque lui si trovi. 

“Cerco sempre di dare la mia impronta quando creo i cocktails ovunque nel Globo, ad esempio, la cura e ricerca del bicchiere stravagante, l’impostazione della bar station, nomi  dei cocktails divertenti e ingredienti fuori dal comune, ma è ovvio che quello che va bene in Marocco, non va bene in Grecia, quello che spinge bene in Francia non è altrettanto apprezzato negli Emirati Arabi”. 

Paolo Viola: In un contesto di lavoro, dove gli standard di servizio sono irrinunciabili, e l’idea di dare una linea quasi uguale in tutti i punti Buddha Bar nel Mondo è d’obbligo per il marchio, quale può essere secondo te un modo per far si che i clienti non respirano quella sensazione di copia e incolla tra una location e l’altra? 

Francesco Galdi: Inculco ai miei collaboratori di dover memorizzare il nome dei clienti, esigo che il mio team registri i gusti, che si ricordino dove si siedono di solito, soprattutto per i clienti abituè. Credo nella necessità di dover fare respirare una linea sottile che separa i posti dove ti senti a casa ed i posti dove conti solo come cliente.

Può sembrare complicato dover creare ogni volta una cocktail list diversa, ma Francesco gode del fatto che ovunque lui si trovi, ha la possibilità di scoprire ingredienti nuovi, e magari poco conosciuti. “Nel caso del Buddha Bar – spiega – c’è l’influenza asiatica, e quasi sempre gli ingredienti per miscelare sono gli stessi utilizzati nelle cucine Orientali. Nelle carte del Siddharta abbiamo invece drinks che parlano di Mediterraneo che esprimono il fascino del Medio Oriente, nel menu del Bushido invece, i drinks sono minimal, precisi, quasi come fossero usciti dal un bancone del Ginza.” Ma c’è un cocktail di cui Francesco va particolarmente fiero e possiamo trovarlo in tutte le drink list da lui firmate. Stiamo parlando del Far East Julep, cocktail vincitore nel 2016 della Global Final Tanqueray, fatto con: Tanqueray gin, limone & agave, liquore alla banana (intramontabile), mix di passion fruit e litchi. In carta dal 2015 al Buddha Bar di Dubai, ancora oggi conta centinaia di unità vendute in un mese.

Cercasi investitore per Galdi! 

Proprio così, Francesco promette di tornare in Italia, non adesso, ma lo farà sorprendendo tutti, ha in serbo dei Concept che sta studiando da tempo e vorrebbe mettere in atto nella penisola più invidiata al mondo. “Sono rimasto colpito della qualità di professionisti presenti oggi nel panorama milanese. Milano non ha nulla da invidiare alle piazze più nobili come, Londra, New York o Dubai. Gli aspetti negativi sono presenti ovunque, in Italia le aziende sono meno strutturate rispetto a quelle estere, ma tutto può ricondursi all’eccessivo costo del lavoro”.

Proprio nel momento in cui era al centro dell’attenzione, corteggiato da diverse aziende nazionali ed internazionali, Francesco Galdi ha preso con sé la moglie e i tre gatti, Romeo, Amelie e Mirtillo, ed ha deciso di rimettersi in gioco. Questo davvero dimostra che non bisogna mai fermarsi ed è un appello soprattutto rivolto ai giovani. “Andate in Asia! – consiglia Francesco – si impara tantissimo, gli stipendi sono buoni e si fanno incontri molto interessanti.” Il consiglio di Galdi è dunque quello di nutrirsi di un’esperienza fatta all’estero, e sostiene che vale la pena investire nel proprio paese, perché la chiave che porta a fare bene il proprio lavoro è essere felici di ciò che facciamo nel posto dove ci troviamo. 

Il messaggio che Francesco Galdi vuole inviare ai giovani è questo: “Non dimenticate che fate il mestiere più bello del mondo, ogni giorno si impara e si cresce. Imparate a guardare tutto quello che vi circonda con gli occhi di un bambino, imparate a conoscere e valutare il vostro lavoro, riconoscete i vostri limiti, ma soprattutto ricordatevi che la vera e propria competition è con voi stessi”.


Francesco Galdi: the champion with the eyes of a child!

Francesco Galdi is one of those people who need little to understand that he is not just a bartender, but much more. Francesco Galdi is the student that all the teachers would like to have, the compound, which eats only during recess and is immediately ready to raise his hand. And if his former classmates remember him like this, we in the bar industry, on the other hand, cannot forget that Francesco found himself having to raise both of his hands, when he was proclaimed Best Bartender of Italy at the national final of the prestigious Diageo Reserve Worldclass in 2018.

Francesco Galdi was born in Turin, the son of restaurateurs, who since his childhood have given him the love and passion for this job. He defines himself as a student, who takes his profession very seriously, but at the same time he does not miss some doses of fun. “Whoever does not know how to laugh does not know how to make hospitality, those who do not enjoy themselves while working will not be able to serve their customers properly, but above all, behind the counter, we should remember more often that we are serving our guests and therefore they must enjoy the our attentions. We bartenders or waiters, we are the best actors not protagonists” says Galdi.

He was just 18 when Francesco started taking this job seriously, working in the best historic cafés in Turin. Always the smallest of all, a careful look to steal what good he saw in his teachers, and given the young age he could afford to ask so many questions. Even today he remembers all the people he met on his journey: he remembers that he learned a lot from them and it is also thanks to them that he achieved his dream, because yes, the Francesco Galdi we know is the Galdi he always dreamed of being and that continues to dream, and tells: “All that I am now, at work and in life, I owe it to my wife, who has always been by my side for more than 15 years, acted as my bar back in all the competitions, he supported me in my successes and helped me get up of my falls”.

After the Italian parenthesis, working as manager of the Dry Milano bar and then at the boutique hotel The Yard Milan, Francesco decided to leave, not so much because in Italy he wasn’t well, but because sometimes life puts you ahead of important choices from do, like when they propose you the position of Corporate Beverage Manager of the Buddha Bar Group: it would be almost crazy not to accept! Today Francesco Galdi, in his role as Corporate Beverage Manager, finds himself managing 40 bars, divided into more than twenty countries in the world. Every day is a challenge, every day is a discovery, knowing and dealing with various markets, different tastes and traditions, commit Galdi to having to reinvent himself wherever he is.

“I always try to make my mark when I create cocktails all over the globe, for example, the care and research of the extravagant glass, the setting of the bar station, names of funny cocktails and unusual ingredients, but it is obvious that what is okay in Morocco is not good in Greece, what drives well in France is not as well appreciated in the UAE”.

Paolo Viola: In a work context, where service standards are indispensable, and the idea of giving an almost equal line in all Buddha Bar points in the world is a must for the brand, which in your opinion can be a way to ensure that customers do not breathe that feeling of copy and paste between one location and another?

Francesco Galdi: I inculcate to my collaborators having to memorize the name of the clients, I demand that my team registers the tastes, that they remember where they usually sit, especially for the regulars. I believe in the need to have to breathe a thin line that separates the places where you feel at home and the places where you count only as a customer.

It may seem complicated to have to create a different cocktail list each time, but Francesco enjoys the fact that wherever he is, he has the opportunity to discover new, and perhaps little-known, ingredients. “In the case of the Buddha Bar – he explains – there is the Asian influence, and almost always the ingredients to mix are the same used in Oriental kitchens. In the lists of the Siddharta we have instead drinks that speak of Mediterranean that express the fascination of the Middle East, in the menu of the Bushido instead, the drinks are minimal, precise, almost as if they had left the counter of the Ginza.” But there is a cocktail of which Francesco is particularly proud of and we can find it in all the drink lists he signed. We are talking about Far East Julep, the 2016 Global Final Tanqueray winning cocktail, made with: Tanqueray gin, lemon & agave, banana liqueur (timeless), mix of passion fruit and lychee. In list since 2015 at the Buddha Bar in Dubai, it still has hundreds of units sold in a month.

Looking for an investor for Galdi!

That’s right, Francesco promises to return to Italy, not now, but he will surprise everyone, he has some Concepts in store that he has been studying for some time and would like to implement in the most envied peninsula in the world. “I was impressed by the quality of professionals present today in the Milan area. Milan has nothing to envy to the most noble squares like, London, New York or Dubai. The negative aspects are present everywhere, in Italy companies are less structured than foreign ones, but everything can be traced back to excessive labor costs”.

Just when he was at the center of attention, courted by several national and international companies, Francesco Galdi took with him his wife and three cats, Romeo, Amelie and Mirtillo, and decided to get back in the game. This really shows that we must never stop and it is an appeal especially for young people. “Go to Asia! – advises Francesco – you can learn a lot, salaries are good and very interesting meetings are held.” Galdi’s advice is therefore to feed on an experience made abroad, and argues that it is worth investing in one’s own country, because the key to doing one’s job well is to be happy with what we do in the place where we are.

The message that Francesco Galdi wants to send to young people is this: “Don’t forget that you do the most beautiful job in the world, every day you learn and grow. Learn to look at everything around you with the eyes of a child, learn to know and evaluate your work, recognize your limitations, but above all remember that the real competition is with yourself ”.

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