Fumo Lento: sigari che passione!

Fumo lento. All’udire queste due parole ci tornano subito alla mente i cilindri marroni ed umidi dall’aroma inebriante: i sigari.

Probabilmente scoperti dai primi coloni europei a Santo Domingo, ma già presenti in tutto l’arcipelago, da allora i sigari hanno caratterizzato le serate più eleganti, associati ad artisti e signori distinti.

Baudleaire fumava grossi sigari puzzolenti per tenere lontani i seccatori, Mark Twain disse che se in paradiso non avesse potuto avere sigari non vi sarebbe andato e Marx, Groucho non Karl, diceva che non fumava mai più di un sigaro alla volta. Come non ricordare Churchill che non si faceva mai fotografare senza sigaro e dal cui cognome prese nome un determinato formato di sigari, appunto, il Churchill.

Il vero gentiluomo fuma poco ma bene, gustandosi ogni sensazione che la fumata può dargli, per tanto sarà un sodalizio mistico tra fumatore e sigaro. Un buon alcolico, magari rum o scotch, un bel libro, lo scoppiettio del ginepro nel camino e tra le labbra un Cohiba Siglo V o un Bolivar Belicoso.

Questi citati, sono tra i più popolari sigari cubani, i quali si differenziano per tipologie di tabacco e soprattutto lavorazione. Infatti sono solitamente realizzati interamente a mano avvolgendo da una  a quattro foglie di tabacco una sull’altra in tre fasi di lavorazione: tripa, capote e capa; l’ultima è una goccia di resina impercettibile con la quale viene chiuso il sigaro. Ma i sigari non sono solo cubani; buone manifatture sono presenti anche nei Paesi Bassi e Germania.

Vanto nostrano sono i sigari toscani: Mastro Tornabuoni, Ambasciator Italico e il celeberrimo Toscano. Questi sono realizzati con tabacco Kentucky utilizzando una foglia come involucro al cui interno vi sono foglie Kentucky sminuzzate ed il numero di foglie utilizzate varia in base alle dimensioni del sigaro. Fumata pizzicante e patriottica quella del Toscano che da generazioni unisce nonni e nipoti, padri e figli. Chi non ha mai visto un anziano signore avvolto nel suo loden verde con in bocca un Toscano Antico, sottobraccio il giornale, passeggiare per le vie delle città italiane? Da nord a sud, da ieri ad oggi.

Per coloro che sono un po’ titubanti verso l’odore robusto vero e proprio del sigaro vi sono sigari di ogni forma e aroma, dall’anice al caffè fino alla grappa con cui ci si può sbizzarrire in abbinamenti enogastronomici.

Toscani e Cubani sono le macrocategorie più conosciute nel mercato italiano, ma non sono le uniche tipologie di sigari presenti. Da qualche anno stanno riscuotendo un ottimo riscontro anche i sigari extra-cubani (o eXtraordinary), categoria che racchiude tutti i sigari di produzione caraibica, ad eccezione – ovviamente – di quelli prodotti nell’isola di Cuba.

I sigari: una passione e non un vizio. Habere non haberi.


Slow smoking. When these two words are heard, the brown and damp cylinder with an heady aroma come back to mind: Gentlemen (and Ladies, of course), please enjoy the cigar!

Probably discovered by the first European settlers in Santo Domingo, but present throughout the archipelago, since then the cigars have characterized the most elegant evenings, associated with distinguished artists and gentlemen.

Baudleaire smoked big stinking cigars to keep the annoyers away, Mark Twain said that if he could not have had cigars in heaven he would not go and Marx, Groucho not Karl, said he never smoked more than one cigar at a time. How can we forget Churchill who never had himself photographed without a cigar and whose name was given a certain cigar format, in fact, The Churchill.

The true gentleman smokes little but well, enjoying every sensation that the smoke can give him, so it will be a mystical association between smoker and cigar. Spirits, maybe rum or Scotch, a good book, the crackling of juniper in the fireplace and between the lips a Cohiba Siglo V or a Bolivar Belicoso.

These previously mentioned, are among the most popular Cuban cigars, which differ in types of tobacco and especially processing. In fact they are usually made entirely by hand by wrapping one to four tobacco leaves on top of each other in three stages of processing: tripa, capote and capa; the last is a drop of imperceptible resin with which the cigar is closed. But the cigars are not just Cubans; good manufactures are also present in the Netherlands and Germany.

In Italy there are the Tuscan cigars: Mastro Tornabuoni, Ambasciator Italico and the famous Toscano. These are made with Kentucky tobacco using a leaf as a wrap in which there are shredded Kentucky leaves and the number of leaves used varies according to the size of the cigar.

For those who are a little hesitant towards the robust, real smell of the cigar, there are cigars of every shape and aroma, from aniseed to coffee to grappa with which you can indulge in food and wine pairings.

Toscani and Cubani are the best known macrocategories in the Italian market, but they are not the only types of cigars present. For a few years ago, the extra-Cuban cigars (or eXtraordinary), a category that includes all the cigars of Caribbean production, with the exception of – obviously – those produced on the island of Cuba, are also enjoying excellent results.

Cigars: a passion and not a vice. Habere non haberi.

2 Replies to “Fumo Lento: sigari che passione!”

  1. Articolo che suscita curiosità dal titolo e che si sviluppa con chiarezza e dettagli tecnici sufficienti a dare un po’ di comprensione sul variegato mondo del Sigaro, lo ho letto con piacere e se fossi ancora un fumatore e bevitore, lo avrei sicuramene apprezzato fare con un Cohiba in mano, sorseggiando un buon Ruhm!! Complimenti per l’articolo Giovanni Battista!

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