Impronte di eleganza: Loafer mania

Icona senza tempo dell’eleganza maschile, la scarpa loafer è la compagna ideale della bella stagione nei suoi diversi modelli, colori, pellami e lavorazioni, da indossare con disinvoltura nel tempo libero, le passeggiate all’aperto, gli aperitivi e gli impegni lavorativi informali.

È la scarpa senza lacci per antonomasia, che ha conquistato un posto d’onore nella scarpiera dell’uomo elegante grazie al suo essere versatile e naturalmente raffinato; amata da nobili inglesi, star di Hollywood del calibro di James Dean e Fred Astaire, facoltosi avvocati di Washington come Clark M. Clifford e presidenti americani della portata di John F. Kennedy. Oggi la loafer è la scarpa più versatile in cui far scivolare il proprio piede, sulla scia di quello stile preppy che trova i suoi massimi esponenti nel Duca di Windsor, con le sue penny loafers bicolore abbinate ad abiti doppiopetto e negli studenti americani della Ivy League, con i loro abbigliamento classico, ma al contempo rilassato e fantasioso, divenuto la più grande influenza di stile d’oltreoceano nel dopoguerra.

In linea generale la loafer è una scarpa che sa prestarsi sia ad abiti completi, che a pantaloni chinos e giacche sportive, purché si tratti di registri piuttosto casual, in virtù delle sue origini, seppur controverse ma informali. I modelli essenziali sono quelli che hanno fatto la storia di questa calzatura. Da un lato il Tassel Loafer, ornato di nappine sfrangiate sulla parte superiore della tomaia, in corrispondenza del collo del piede, le quali possono essere semplicemente applicate oppure essere la parte terminale di un laccio che circoscrive il bordo superiore della scarpa; dall’altro il Penny Loafer, il classico dei classici, il cui nome è ascrivibile all’usanza in voga negli anni Cinquanta, tra gli studenti dei prestigiosi college americani, di apporre un penny all’interno dell’intaglio a diamante presente sulla mascherina in pelle che decora la parte alta della tomaia. Si aggiungono all’appello loafers dall’aspetto più informale, come quelle belga, con l’arco distintivo sulla tomaia e la suola morbida, e le slippers, caratterizzate da una tomaia liscia o con decori che ricordano la foggia del classico loafer, le quali, a causa del loro retaggio di scarpa domestica, sarebbero da confinare ad un uso prettamente confidenziale.

I migliori alleati delle scarpe loafers sono completi preferibilmente da giorno, dando ampio spazio a spezzati con pantaloni chiari in flanella o cotone e blazer blu; nei periodi più caldi dell’anno trovano massima espressione con tessuti leggeri come il lino e il seersucker, ancor più se scamosciate, sfoderate e con suole leggere, nei toni del verde, beige e marrone, che possono virare al rossastro per un tocco di audace distinzione. La versione nera in pelle, piuttosto accollata e dalla linea pulita, non disdegna contesti serali o lavorativi in cui non vige una particolare etichetta, rifuggendo, dunque, da situazioni altamente formali, come quelle che richiedono l’uso dello smoking e del frac, per le quali è meglio indirizzarsi su una più austera e rigorosa francesina, o su una pump lucida nera. Secondo i dettami dell’abbigliamento maschile tradizionale, la loafer è una scarpa da indossare con calze sapientemente scelte, datosi che scopre il collo del piede in modo più o meno accentuato in base al modello, ragion per cui acquista particolare importanza la lunghezza del pantalone, che non dovrebbe mai offuscarne i dettagli.

Indossare scarpe senza calze, in particolare in contesti sportivi, non è errato, ma per un simile utilizzo bisognerebbe rivolgere l’attenzione ad altre tipologie di calzature loafer, come quelle da barca, tipicamente in pelle scamosciata o tela e con suola antiscivolo, o ai mocassini con i cosiddetti gommini, che differiscono dai modelli in discussione per l’assenza di vero e proprio tacco ed una suola in cuoio separata dalla tomaia.

Tra le realtà calzaturiere del made in Italy, Riccardo Borella, calzolaio dall’estro manuale particolarmente arguto, i cui prodotti sono realizzati artigianalmente nel suo laboratorio di Arona (NO), offre il piacere di loafers ad elevata concentrazione di qualità e ricercatezza, grazie alla sua cura per i dettagli, la scelta di pellami pregiati e la lavorazione meticolosa. Da una sua lunga esperienza nel settore calzaturiero, nasce una selezione di modelli in linea con la tradizione, tra cui loafers decorate con nappine, in vitello lucido spazzolato o scamosciato e sovente arricchite da motivi brougering, con particolare attenzione alla lavorazione dei suoi elementi più delicati, come la tomaia all’inizio della linguetta, la quale è appropriatamente rinforzata nella versione tassel loafer per evitarne una celere usura.

La scelta tra i vari modelli, quindi, è dettata dell’intuito personale nel saper contestualizzare ogni elemento dell’abito all’occasione, facendo soprattutto attenzione alla scelta del colore e del materiale, nonché della lavorazione, poiché, come sempre, l’eleganza maschile è fatta di sfumature da saper sottolineare, in questo caso, con la scelta di una scarpa il cui fascino perdura nel tempo.


Timeless icon of men’s elegance, the loafer shoe is the ideal partner for the beautiful season in its different models, colours, leathers and workmanship, to be worn with ease in free time, outdoor walks, cocktails and informal work commitments.

It is the shoe without laces par excellence, which has won a honour place in the shoe rack of the elegant man, thanks to its versatile and naturally refined being; loved by English aristocrats, Hollywood stars of the calibre of James Dean and Fred Astaire, wealthy Washington lawyers like Clark M. Clifford and American presidents of the reach of John F. Kennedy. Today the loafers are the most versatile shoe in which to slip their feet, in the wake of that preppy style that finds its greatest exponents in the Duke of Windsor, with its two-color penny loafers combined with double-breasted clothes and in the American students of the Ivy League, with their classic clothing, but at the same time relaxed and fanciful, become the greatest overseas style influence in the post-war period.

In general, the loafer is a shoe that can lend itself both to complete suits, to chinos and sporting jackets, provided they are rather casual registers, by virtue of its origins, although controversial, but informal. The essential models are those that have made the history of this shoe.

On one side the Tassel Loafer, decorated with frayed tassels on the upper part of vamp, close to the instep, which can be simply applied or be the end part of a lace that circumscribes the upper edge of the shoe; on the other hand the Penny Loafer, the classic of classics, whose name is attributable to the custom in vogue in the fifties, among the students of the prestigious American colleges, to put a penny inside the diamond carving, present on the leather mask that decorates the upper part of the vamp. They are added to the appeal loafers with more informal look, like the Belgian ones, with the distinctive arch on the vamp and the soft sole, and the slippers, characterized by a smooth vamp or with decorations reminiscent the classic loafer shape, which,

 due to their heritage of domestic shoe, they would be confined to a purely confidential use.

The best allies of loafers shoes are preferably day suit, giving ample space to broken suit with light trousers in flannel or cotton and blue blazer; in the hottest periods of the year they find maximum expression with light fabrics such as linen and seersucker, even more if they are in suede, unlined and with light soles, in shades of green, beige and brown, which can turn to reddish tone for a touch of daring distinction. The black leather version, rather high-necked and clean shape, does not disdain evening or work contexts in which there is not a particular label, thus avoiding highly formal situations, such as those that require the use of tuxedos and tails, for which is best directed on a more austere and rigorous oxford shoe, or on a shiny black pump.

According to the dictates of traditional men’s clothing, the loafer is a shoe to wear with wisely chosen stockings, as it uncover the instep in more or less accentuated way, according to the model, which is why the length of the trousers is particularly important, that should never blur the details.

Wearing shoes without socks, particularly in sporting contexts, is not wrong, but for such use you should turn your attention to other types of loafer shoes, such as boat shoes, typically in suede or canvas and with non-slip soles, or drive shoes with the so-called rubber pads, which differ from the models under discussion due to the absence of a real heel and a leather sole separated from the vamp.

Among the made-in-Italy shoemaking realities, Riccardo Borella, shoemaker with a particularly witty manual ability, whose products are handcrafted in his laboratory in Arona (NO), offers the pleasure of loafers with a high concentration of quality and refinement, thanks to its attention to details, the choice of fine leathers and his meticulous workmanship. From a long experience in the footwear craftsman world, a selection of models is born in line with tradition, including loafers decorated with tassels, in brushed polished calfskin or suede and often enriched with brougering motifs, with particular attention to the processing of its most delicate elements, like the vamp at the beginning of the tongue, which is appropriately reinforced in the tassel loafer version to avoid rapid usury.

The choice between the various models, therefore, is dictated by the personal intuition in knowing how to contextualize every element of suit to the occasion, paying particular attention to the choice of colour and material, as well as the workmanship, since, as always, men’s elegance is made of shades to be able to underline, in this case, with the choice of a shoe whose charm lasts over time.

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