Insolito Casentino: la sartoria al servizio dell’unicità

Il cappotto in panno Casentino è nell’immaginario collettivo un capo dalla foggia e colori iconici, tali da renderlo un punto ben definito del guardaroba maschile invernale. Tramutare il punto in una virgola può portare al conseguimento di un risultato di gran lunga più esclusivo, sicché la realizzazione tecnica di un capo artigianale come il suddetto, non dovrebbe mai essere solo fine a sé stessa, ma assumere i connotati di un’opera ricercata, su cui è possibile riconoscere la firma dell’artista e le sfumature intelligibili del buon gusto. È ciò che accade quando l’abilità sartoriale incontra la qualità estrema delle materie prime.

Da un lato la mano di un grande sarto napoletano, che lavora all’insegna della più fervida tradizione sartoriale, il giovane Enzo Carfora (maestro artigiano della Sartoria Carfora); dall’altro un tessuto che racconta la storia di famiglie e piccole realtà fiorentine che hanno investito nei loro prodotti, oggi divenuti simbolo di eccellenza internazionale, come quella della Premiata Tessitura T.A.C.S.. Da oltre cinquanta anni, essa offre il piacere dell’autentico panno Casentino, dall’inconfondibile aspetto turgido, denso e lanoso, condensato nei riccioli che ne costellano la superficie.

La missione è dar vita ad un cappotto che rifugge dai soliti schemi, in grado di unire il carattere spiccatamente rustico del tessuto Casentino al formalismo di una foggia ispirata al gran classico dell’inverno, l’ulster, dal quale, tuttavia, preleva solo gli elementi sommari, rivisitandone sapientemente altrettanti. Un cappotto dalla natura duale, realizzato secondo aspetti apparentemente inconciliabili, che si equilibrano grazie al tocco amorevole e professionale che Carfora impartisce ad ogni fase costruttiva, nonché grazie ad un suo profondo senso estetico nel modus operandi.

L’indole campestre del panno Casentino è smorzata dall’austerità di una tonalità che richiama il blu della notte, in contrasto ai cromatismi fiammanti, dell’arancio e del verde, con cui il suddetto tessuto è consueto presentarsi. Particolare attenzione è rivolta ai dettagli, ognuno dei quali funge da contrappeso nell’interazione con le altre componenti, affinché vi sia una perfetta armonia di insieme. Le tasche a toppa, con pattina, seguono un atipico disegno che identifica la creatività di Enzo Carfora, secondo una geometria a sciabola, la cui convessità, rivolta verso l’alto, s’innalza verso la parte anteriore del capospalla e il cui ipotetico prolungamento prosegue sino alla linea del bavero a lancia, il quale si sovrappone in un’abbottonatura doppiopetto con sei bottoni, di cui quattro utili.

La spalla destrutturata non presenta spalline, ma solo l’inserzione di una modesta quantità di rollino, necessaria a renderla leggermente insellata e richiamare la formalità del revers a lancia. Un cappotto di pregio non può che essere accompagnato da interni di qualità, quali tele di lino e fodere in rasatello bemberg dalla straordinaria traspirabilità. La parte posteriore del cappotto è concepita al fine di non presentare alcuna cucitura centrale, così da poter realizzare un elemento aggiuntivo, sottostante alla martingala, caratterizzato da un soffietto in sostituzione del classico piegone, richiamando la singolarità di modelli appartenenti al passato lontano.

Scelte originali e passione animano, dunque, lo spirito di un cappotto che non ha eguali, essendo l’espressione reciproca di un tessuto e una manualità che nascono dalla tradizione. La peculiarità dei dettagli manifesta la perizia di Enzo Carfora, il quale opera secondo il proprio istinto, nel segno della funzionalità e raffinatezza delle forme, tagliando quel cordone ombelicale che spesso rende l’artigiano mero esecutore e schiavo delle norme, dimenticando che la concezione dell’eleganza maschile è data da una coscienziosa trasgressione delle suddette regole.

In galleria le foto del cappotto realizzato dalla Sartoria Carfora con tessuto casentino dell’azienda T.A.C.S..


The Casentino cloth coat is in the collective imagination a garment with iconic shapes and colors, making it a well-defined item in the winter men’s wardrobe. Turning the dot into a comma can lead to the achievement of a far more exclusive result, so that the technical realization of a craftsman’s garment like the aforementioned should never be just an end in itself, but take on the connotations of a refined work, , on which it is possible to recognize the artist’s signature and the intelligible nuances of good taste. This is what happens when sartorial ability meet the extreme quality of the raw materials.

On one side the hand of a great Neapolitan tailor, who works in the name of the most fervent sartorial tradition, the young Enzo Carfora (Sartoria Carfora‘s Master Tailor); on the other side, a fabric that tells the story of families and small Florentine companies that have invested in their products, which have now become a symbol of international excellence, such as that of the Premiata Tessitura T.A.C.S.. For over fifty years it has offered the pleasure of the authentic Casentino cloth, with its unmistakable turgid, dense and woolly appearance, condensed in the curls that dot its surface.

The mission is to create a coat that avoids from the usual patterns, able to combine the distinctly rustic character of the Casentino fabric with the formalism of a style inspired by the great winter classic, the ulster, from which, however, it takes only the summary elements, cleverly revisiting them as many. A coat of dual nature, created according to apparently irreconcilable aspects, which balance thanks to the loving and professional touch that Carfora imparts to every construction phase, as well as thanks to his profound sense of aesthetics in the modus operandi.

The rural nature of the Casentino cloth is dampened by the austerity of a shade that recalls the blue of the night, in contrast to the flaming colors, of the orange and of the green, with which the aforesaid fabric is customary to present itself. Particular attention is paid to details, each of which acts as a counterweight in the interaction with the other components, so that there is a perfect harmony of the whole. The patch pockets, with flap, follow an atypical design that identifies the creativity of Enzo Carfora, according to a saber geometry, whose convexity, facing upwards, rises towards the front of the coat and whose hypothetical extension it continues up to the peaked lapel line, which overlaps in a double-breasted buttoning with six buttons, of which four are useful.

The unstructured shoulder has no shoulder pads, but only the insertion of a modest amount of “rollino”, necessary to make it slightly “insellata” and recall the formality of the peaked lapel. A fine coat can only be accompanied by quality interiors such as linen cloths and bemberg sateen linings with extraordinary breathability. The back of the coat is designed to not present any central stitching, so as to create an additional element, underneath the martingale, characterized by a bellows in place of the classic bending, recalling the singularity of models belonging to the distant past.

Original choices and passion animate, therefore, the spirit of a coat that has no equal, being the mutual expression of a fabric and a dexterity that arise from tradition. The peculiarity of the details shows the expertise of Enzo Carfora, who works according to his instinct, in the sign of functionality and refinement of forms, cutting that umbilical cord that often makes the craftsman a mere executor and slave of the rules, forgetting that the concept of men’s elegance is given by a conscientious transgression of the aforementioned rules.

Take a look at the this unusual Casentino coat, here!

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