Stefano Aiesi: la love story con il The Botanical Club

Ancora prima di varcare la soglia si capisce che il The Botanical Club potrebbe diventare un nostro «posto del cuore». Tre le insegne milanesi, via Pastrengo, via Tortona e via Melzo. 

The Botanical Club di Via Pastrengo fu il primo ad aprire le porte nel giugno del 2015, dando vita ad una sorta di club londinese, dove in primo piano regna il bancone bar, fatto da un design fresco, pulito ed illuminato dall’immensa bottigliera. Quasi come un Bistrot, dove addirittura c’è spazio per la distillazione del proprio gin; infatti a fare da sfondo alla cucina a vista c’è un alambicco, 150 litri di rame, attivo tutti i giovedì per la distillazione del gin firmato The Botanical. Una vera e propria micro distilleria, tra le prime in Italia. 

The Botanical Club

Luogo negli anni diventato punto di riferimento soprattutto per i clienti residenti in zona, che vedono il The Botanical Club, il posto dove fermarsi per un pranzo veloce, un aperitivo o passare una serata a ritmo di cocktails. Il Bar manager è Stefano Aiesi, che dopo diverse esperienze in giro per il mondo, lo scorso anno torna a casa e si innamora del concept del The Botanical Club. 

Stefano Aiesi 27 anni, con la passione per il mondo del bar che nasce in modo del tutto casuale, grazie alle sue prime esperienze in diversi locali della città meneghina. Metà Bergamasco e metà Siciliano, già a 16 anni Stefano inizia a lavorare nel settore della ristorazione facendo alcune stagioni estive in Sicilia dai nonni, fin quando si rende conto che la strada da prendere era quella del bar. 

“La mia prima esperienza l’ho fatta in un’enoteca in Corso Garibaldi, dove i cocktails di punta erano gli Spritz o il Mojito, come nei peggiori bar di Caracas, lì capì che la passione per il bar stava crescendo sempre di più e avevo bisogno di cambiare aria”, racconta Stefano Aiesi.

Stefano non perde tempo e inizia a fare dei corsi di specializzazione come quello della Campari Academy e BarMaster, una passione che diventa ancora più viva o quasi magica dopo aver conosciuto Terry dell’Opera 33 a Milano, che gli trasmette questo modo quasi “stravagante” di miscelare. Tutto questo gli è servito per farsi largo durante la nuova apertura di quattro anni fa del progetto oTTo in via Paolo Sarpi, dove prende il ruolo di Bar manager.

Più cresce la passione e più grandi diventano le ambizioni. Ambizioni che portano Stefano alla decisione di lasciare l’Italia per un’esperienza internazionale: il giovane Aiesi approda a Bangkok per la sua prima esperienza fuori casa.  Sei mesi di esperienza in Thailandia, “Ho lavorato fianco a fianco con una coppia di bartender Giapponesi, fuori di testa (in senso buono), che mi hanno dato modo di allargare i confini verso un mondo nuovo di bere miscelato” dice Stefano. 

Dopo Bangkok Stefano decide di continuare a viaggiare e si sposta a Dubai, dove trascorre un intero anno, molto soddisfacente a livello professionale, un po’ meno a livello personale e si lascia trascinare dalla voglia di tornare in patria. 

The Botanical Club

Tornato a Milano inizia a lavorare al fianco di Mattia Capezzuoli, Bar manager e coordinatore di The Botanical Club, che qualche mese dopo lascia il posto a Stefano. Da un anno Stefano si prende cura della parte manageriale del The Botanical: una love story destinata a durare promette Stefano, “Il The Botanical Club, soprattutto la sede di Pastrengo per me è casa, è la mia dimensione, dopo un anno sono contentissimo della scelta che ho fatto!”. 

Stefano, insieme al suo team, proprio in questo periodo ha ufficialmente presentato la nuova drink list per la stagione invernale, un concept di cocktail che rappresenta un tipo di miscelazione fruibile ma anche pop, fatta di drinks ruffiani, perché l’obiettivo è quello di non strafare ma quello di accontentare il cliente in delle scelte semplici in termini di presentazione e gusto, “meno drink per i bartender più drink per il cliente”. 

I cocktails quasi tutti ispirati ai grandi classici, ma elaborati secondo alcune tecniche di miscelazione che vanno dagli sciroppi home-made, infusioni, ingredienti ricercati, con tanta preparazione, senza far pesare però tutto questo ai clienti che scelgono il The Botanical come luogo di relax. Pochi i drinks rimasti dall’ex menù, quasi tutti nuovi come lo Stranger Mule fatto con: Spleen et Ideal, Lime cordial, “stranger” lime juice, Ginger Beer, BC Purple Bitter, altra creazione è Forest Fire realizzato con Tanqueray Ten, Cordiale foglie di eucalipto e Karkadè, Bitter alla liquirizia. 

Per gli amanti del classico Daiquiri, assolutamente da provare Holy Crap fatto con Cuban Rum, Quinoa tostata, succo di lime, agave al pepe lungo. 

Questo è il racconto di un progetto, e tre locali, che in pochi anni hanno saputo ritagliarsi uno spazio ben definito nella movida notturna di Milano.


Even before crossing the threshold it is clear that The Botanical Club could become our “heart place”. Three Milanese signs, via Pastrengo, via Tortona and via Melzo.

The Botanical Club in Via Pastrengo was the first to open its doors in June 2015, giving life to a sort of London club, where the bar counter reigns in the foreground, made of a fresh, clean and illuminated design by the huge bottle. Almost like a Bistrot, where there is even space for distilling one’s gin; in fact, as a backdrop to the open kitchen, there is a still, 150 liters of copper, active every Thursday for the distillation of the gin by The Botanical. A real micro distillery, one of the first in Italy.

A place that has become a point of reference over the years, especially for customers living in the area, who see The Botanical Club, the place to stop for a quick lunch, an aperitif or spend an evening with cocktails. The Bar manager is Stefano Aiesi, who after several experiences around the world, returns home last year and falls in love with the concept of The Botanical Club.

Stefano Aiesi 27 years old, with a passion for the bar world that was born in a completely casual way, thanks to his first experiences in different places in the city of Milan. Half Bergamasco and half Sicilian, already at 16 Stefano starts working in the restaurant industry doing some summer seasons in Sicily from his grandparents, until he realizes that the road to take was that of the bar.

“My first experience I did in a wine shop in Corso Garibaldi, where the top cocktails were the Spritz or the Mojito, as in the worst bars in Caracas, there he realized that the passion for the bar was growing more and more I needed to change air, “says Stefano Aiesi.

Stefano wastes no time and begins to do specialization courses like that of Campari Academy and BarMaster, a passion that becomes even more alive or almost magical after meeting Terry dell’Opera 33 in Milan, which transmits this almost “extravagant” way to mix. All this served to make his way during the new opening four years ago of the oTTo project in via Paolo Sarpi, where he took on the role of Bar manager.

The more passion grows and the greater the ambitions become. Ambitions that lead Stefano to the decision to leave Italy for an international experience: the young Aiesi arrives in Bangkok for his first experience away from home. Six months of experience in Thailand, “I worked side by side with a crazy bartender couple from Japan (in a good way), who gave me a way to expand the boundaries to a new world of mixed drinking,” says Stefano.

After Bangkok Stefano decides to continue traveling and moves to Dubai, where he spends an entire year, very satisfying on a professional level, a little less on a personal level and lets himself be carried away by the desire to return home.

The Botanical Club

Back in Milan he began working alongside Mattia Capezzuoli, Bar manager and coordinator of The Botanical Club, which a few months later gave way to Stefano. For a year, Stefano has been taking care of the managerial part of The Botanical: a love story destined to last promises Stefano, “The Botanical Club, especially the Pastrengo headquarters for me is home, it’s my size, after a year I’m so happy with the choice I made! “.

Stefano, along with his team, in this period officially presented the new drink list for the winter season, a cocktail concept that represents a usable but also pop type of mixing, made of ruffian drinks, because the goal is to not to overdo it but to please the customer in simple choices in terms of presentation and taste, “less drinks for bartenders plus drinks for the customer”.

The cocktails almost all inspired by the great classics, but elaborated according to some mixing techniques ranging from home-made syrups, infusions, refined ingredients, with so much preparation, but without weighing all this on the customers who choose The Botanical as a place to relax . Few drinks remained from the ex menu, almost all new as the Stranger Mule made with: Spleen et Ideal, Lime cordial, “stranger” lime juice, Ginger Beer, BC Purple Bitter, another creation is Forest Fire made with Tanqueray Ten, Cordiale eucalyptus leaves and Karkadè, licorice Bitter.

For classic Daiquiri lovers, try Holy Crap made with Cuban Rum, toasted Quinoa, lime juice, long pepper agave.

This is the story of a project, and three rooms, which in a few years have been able to carve out a well-defined space in the nightlife of Milan.

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