Signori si nasce: Principe Antonio de Curtis – Totò

Principe Antonio de Curtis

E io lo nacqui, modestamente!

Così recitava Antonio de Curtis, in arte Totò, nel ruolo del nobile barone Ottone Spinelli degli Ulivi.

Oggigiorno, per i più, essere un vero signore è una qualità legata essenzialmente ai possedimenti di denari. Certamente un signore di ricchezze ne possiede molte, ma ben si discostano dal fasto in contanti. Le sue sono ricchezze d’animo. L’arte dei gesti, del linguaggio, del contegno e della cura nel vestire vanno a comporre quell’insieme di modi squisiti e raffinatezze insite nel cuore di un vero signore. Un uomo virtuoso educato ai nobili sentimenti, al senso del bello e delle maniere cortesi.

L’immagine di un gentiluomo che si riflette nell’eleganza del Principe Antonio de Curtis, gran signore dal gusto estetico eccezionale e aristocratico. Nobile dentro, prima ancora che per gli alti natali. Nella vita quotidiana, lontano dai riflettori, era sensibile e riservato. La sua innata eleganza non era solo nell’abbigliamento; lo era nel portamento, in quell’espressione inconfondibile e un po’ malinconica. Napoli era il suo più grande amore; una sirena la cui bellezza è stata decantata da insigni poeti e scrittori. Un amore impresso tra le mura del natale rione Sanità e dei suoi vicoli colorati, nei quali lo si rivede ancora passeggiare distintamente in quegli anni d’oro in cui Napoli diveniva il diamante dell’eleganza italiana.

Sta Napule, riggina d’’e ssirene, ca cchiù ‘a guardammo e cchiù ‘a vulimmo bbene

(Antonio de Curtis)

Antonio de Curtis incarnava magnificamente l’essenza del gentiluomo partenopeo, disponibile con tutti e devoto ai piaceri del saper vivere. Tra un caffè e una seduta dal barbiere, il signore napoletano, trascorre molte ore del suo tempo nella bottega del sarto per scegliere i tessuti dei suoi abiti e discutere del taglio di un pantalone. Un delizia molto cara al Principe de Curtis, amante degli abiti sobri e dal taglio sofisticato, in particolare dei Principe di Galles, accompagnati dalle inseparabili cravatte. Dalle scarpe su misura, che curava personalmente, ai suoi tanti cappelli, era innamorato dell’artigianalità italiana, più di tutto della sartoria. Il suo guardaroba e il suo essere signorile hanno lasciato un segno indelebile nell’eleganza maschile. Il grande Principe de Curtis signore, modestamente, lo nacque per davvero.L'elegante Principe Antonio de  Curits

La gentilezza e il vivere elegante di Antonio de Curtis sono un pregio spirituale dal quale l’uomo moderno è sempre più distante. La grazia non è conseguenza diretta delle buone maniere, così come l’eleganza non è definita esclusivamente da una minuziosa attenzione per il ben vestire. Si può essere signori senza necessariamente aver cura dell’abito, ma l’eleganza nel vestire imprime alla vera signorilità, che è virtù dell’animo, una finezza essenziale a definire un uomo raffinato. Nel visibile di un uomo vi è sempre qualcosa di molto interiore e l’abbigliamento ne è una componente fondamentale. Più questo interiore è mosso da una profonda ricercatezza per il buon gusto, più la sua espressione risulterà armoniosa e di classe. Antonio de Curtis era un esempio incantevole di compostezza dei movimenti e del linguaggio. La padronanza di se stesso rende l’andatura spontanea ed elegante, senza cadere in pose inadeguate a un galantuomo che si rispetti.

Il vero signore è sì un sovrano, ma di se stesso; capace di inserire le note giuste nel modo e nel posto giusto. È cortese con una dama e ha l’arte di essere un buon ascoltatore, sempre discreto e moderato nel crear parola, senza il bisogno di esibirsi con l’uso di frasari sproporzionati. Non ha fretta, rifugge da pettegolezzi e svenevoli ostentazioni. Signore è colui che non toglie la giacca quando sente caldo e mostra garbatezza nel fumare. Spesso le buone maniere sono un accessorio da indossare all’evenienza, difatti è nel privato che l’uomo mostra il suo vero volto. La raffinatezza dell’essere è fatta di scelte precise, codificabili e condivisibili, ma, sopra tutto, è il risultato di un’eufonia interna capace di riflettersi sull’ambiente esterno.

Il Principe de Curtis era maestro di vita e di stile. Esprimeva un universo maschile ormai offuscato dal cattivo gusto e da un’esasperata cultura dell’apparenza, ma che ancora aleggia in quegli uomini che nascono e vivono con un intimo impulso verso la pura eleganza e il rispetto incondizionato dei nobili valori.

Dopotutto, “Signori si nasce”.


You have to born as a gentleman; and I was born one, modestly

So recited Antonio de Curtis, aka Totò, in the role of the noble baron Ottone Spinelli of Olives.

Today, for most people, being a true gentleman is a quality linked mainly to the properties of money. Certainly a gentleman has many riches, but are well different from the riches in cash. His riches are of soul. The art of gestures, language, attitude and the care in dressing compose the set of exquisite manners and refinement inherent in the heart of a true gentleman. A virtuous man educated to noble feelings, to the sense of beauty and courteous manners.

The image of a gentleman that is reflected in the elegance of Prince Antonio de Curtis, great gentleman with an exceptional and aristocratic taste. Noble inside, before the high birth. In everyday life, away from the spotlight, he was sensitive and confidential. His innate elegance was not only in clothing; it was in the demeanor, in that unique expression and little melancholy. Napoli was his greatest love; a siren whose beauty has been extolled by famous poets and writers. A love imprinted between the walls of the native rione Sanità and its colorful alleys, among which can still review him walk distinctly in those golden years when Napoli became the diamond of Italian elegance.Principe Antonio de Curtis

Antonio de Curtis, magnificently, embodied the essence of the Neapolitan gentleman, available with all and lover of the pleasures of the good life. Among one coffee and a sitting in the barbershop, the Neapolitan gentleman, spends many hours of his time in the tailor’s shop to choose fabrics for his suit and discuss of the cut of trousers. A pleasure very dear to the Prince de Curtis, lover of sober clothes and with sophisticated cut; in particular the Prince of Wales, accompanied by the inseparable ties. From bespoke shoes, which cared personally, to the different shapes of his hats, he was in love with Italian craftsmanship, in particular of tailoring. Her wardrobe and his be a gentleman has left an indelible mark in men’s elegance. The great Prince Antonio de Curtis, modestly, was born real gentleman.

The kindness and elegant life of Antonio de Curtis are a spiritual value from which modern man is more and more distant. Grace is not a direct consequence of good manners, as well as elegance is not defined exclusively by a meticulous attention to the well-dressed. Can be gentlemen without necessarily being cared in clothing, but the elegance of clothing gives to the true gentility, that is virtue of the mind, finesse essential to define a fine man. In the visible of this man there is always something very internal and the dress it is key component. More this interior is moved by a deep research for good taste, more this expression will be harmonious and classy. Antonio de Curtis was a charming example of composure in movements and in language. The self-control makes the gait spontaneous and elegant, without falling into poses inadequate to worthy of respect gentleman.

The gentleman is indeed a king, but of himself; able to put the right notes in the way and in the right place. He is gallant with a lady and has the art of being a good listener, always discreet and moderate in creating word, without the need to perform him with the use of disproportionate phrase books. He doesn’t hurry, eschews all forms of gossip and mawkish ostentation. Gentleman is the one who doesn’t remove his jacket when he feels hot and he is gentle in smoke. Often good manners are an accessory to wear to the occasion, in fact is in the private that gentleman shows his true face. The refinement of being is made of precise choices, codified and shared, but, above all, it is the result of inner euphony able to reflect on the external environment.

The Prince de Curtis was the master of life and style. Symbolize a men’s universe now overshadowed by the bad taste and an exasperated culture of appearance, consumed in the incivility of his mask, but that still lingers in those men who are born and live with an inner impulse toward pure elegance and unconditional respect for the noble values.

After all, “You have to born as a gentleman.”

7 Replies to “Signori si nasce: Principe Antonio de Curtis – Totò”

  1. Bellissimo articolo. Bravissima Pia, instancabile cesellatrice della parola. L’ articolo rispecchia l ‘essenza di vita del grande principe de Curtis., della sua innata eleganza e galanteria .

  2. Lodevole! Elegante come sempre lo stile ed elegante il grande principe Totò! Bisognerebbe parlare di più di questi grandi uomini, eleganti dentro e fuori. Oggi si assiste ad una grande caduta di stile purtroppo sia maschile che femminile. Adoro questa scrittrice perchè incarna una femminilità e uno stile che ormai non esiste più.

  3. Questo era Totò e questo sarà sempre, intramontabile! Complimenti anche per le belle immagini di questo uomo di talento, un vero artista , e di stile! Unico.

  4. ” Dove l’ignoranza urla l’intelligenza tace.. È una questione di stile. Signori si nasce” . Bravissima e complimenti! Totò nel cuore. Per sempre.

  5. Bellissimo articolo dove la figura di Toto’ principe della risata e raffinato Principe nella vita.Abbiamo amato quest’uomo principe Antonio de Curtis,vero aristocratico partenopeo,raffinato nei modi e elegante nell”abbigliamento.Vero esteta e cultore del bello.

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