Caraceni - sartoria romana
Elegance

Appunti di stile: la Giacca Romana

Continua il viaggio alla scoperta dei dettagli che identificano le giacche delle diverse scuole di sartoria: dopo la rigidità della giacca inglese e la nonchalance della giacca napoletana, si passa all’esamina della Giacca Romana, con l’intento principale di capire se esistano delle caratteristiche in grado di contraddistinguerla. 

La nascita e l’evoluzione della sartoria a Roma è legata ai nomi di grandi maestri sarti, i quali, durante la prima metà del Novecento, hanno contribuito a delineare l’identità della sartoria e del bel vestire italiano. In particolare, fu il sarto di origini abruzzesi, Domenico Caraceni, ad incentivare e rivoluzionare fortemente la sartoria maschile italiana, con la creazione di abiti dalle proporzioni impeccabili e leggeri “come un fazzoletto”. Gli uomini più eleganti e prestigiosi sono passati per la città di Roma per recarsi da Caraceni: da Vittorio de Sica a Totò, da Giorgio V d’Inghilterra a Edoardo VIII, divenuto poi Duca di Windsor

Con l’avvento della dolce vita romana, la Città Eterna era divenuta capitale indiscussa della moda e della sartoria maschile. Le testimonianze di tale clima di eleganza e splendore sono numerose, come quella di un inviato della rivista “GQ” che, alla fine degli anni ’50, scriveva: “Roma ha preso il posto di Londra come mecca per chi vuole ben vestire”.

Affascinati dal prestigio e dai vantaggi economici che offriva la Capitale, molti sarti provenienti da diverse regioni d’Italia, come Sicilia, Puglia, Campania e Abruzzo, si riversarono a Roma per aprire bottega, contribuendo a definire quel carattere multietnico della sartoria romana, che ancora oggi è riscontrabile nei diversi stili di ogni sarto della Capitale. L’affermarsi dell’Alta Moda nei salotti romani avvenne parallelamente alla nascita legale dell’Accademia Nazionale dei Sartori, una vera e propria istituzione per il mondo della sartoria e che nel 1956, nell’allora sede di piazza San Silvestro, organizzò la prima sfilata di sartoria maschile. Nel 1959, insieme alla Federsarti, l’Accademia Nazionale dei Sartori partecipò, inoltre, alla mostra mondiale della moda maschile, organizzata a New York dalla nota rivista “Esquire”. Durante la mostra vennero presentati gli abiti cuciti da importanti sartorie della Capitale, tra cui le Sartorie Brioni, Caraceni e di Ciro Giuliano. 

Le numerose differenze stilistiche che hanno caratterizzato, e tutt’oggi caratterizzano la sartoria romana, fanno sì che non sia possibile definire una filosofia sartoriale romana nel senso che si è abituati a concepire per altre scuole di sartoria italiana, in primis quella partenopea e milanese, che risultano, invece ben codificate. Proprio per questo essere libera da ogni regola della sartoria capitolina, non sono, quindi, individuabili delle vere e proprie caratteristiche che identificano la Giacca Romana, essendo questa il frutto di un mix d’influenze sartoriali. Ciò che è indubbio il ruolo di spicco che la Città Eterna ha avuto per l’affermazione e lo sviluppo della sartoria italiana nel mondo. 

Oggi la tradizione continua nel cuore di Roma, in sartorie come quella di Tommy & Giulio Caraceni, eredi di nome e di fatto della maestria artigianale di Domenico Caraceni, così come in quella del sarto calabrese Gaetano Aloisio, entrambe eccellenze mondiali della sartoria maschile. Secondo il giovanissimo sarto Andrea Caraceni, nipote di uno dei due fondatori della sartoria Tommy & Giulio Caraceni, la Giacca Romana – che a questo punto possiamo definire romana senza alcuna accezione di univocità di stile – “si inserisce nel mezzo tra la giacca napoletana e quella inglese (…) ha, generalmente, spalline, rollino e giro aperto”.

Quanto riportato ha un senso molto logico se si considera che, come ribadisce lo stesso Andrea Caraceni, l’iniziazione della sartoria italiana è avvenuta a seguito di un attento studio della giacca inglese con l’intento di renderla più morbida e naturale; un lavoro che Domenico Caraceni mise in atto a partire dagli anni ’20, quando si stabilì definitivamente nella Capitale.


The journey continues to discover the details that identify the jackets of the various tailoring schools. After the rigidity of the English jacket and the nonchalance of the Neapolitan jacket, we move on to the examination of the Roman Jacket, with the main intent of understanding if there are characteristics that can distinguish it. 

The birth and evolution of tailoring in Rome is linked to the names of great tailor masters, who, during the first half of the twentieth century, contributed to delineate the identity of the Italian tailoring and beautiful dress. In particular, it was the tailor of Abruzzo origins, Domenico Caraceni, who strongly encouraged and revolutionized Italian men’s tailoring, with the creation of suits with impeccable proportions and light “like a handkerchief”. The most elegant and prestigious men have passed through the city of Rome to go to Caraceni: from Vittorio de Sica to Totò, from George V of England to Edward VIII, who later became Duke of Windsor

With the advent of the Roman “dolce vita”, the Eternal City had become the undisputed capital of fashion and men’s tailoring. The testimonies of this atmosphere of elegance and splendor are numerous, like that of an envoy of the magazine “GQ” who, at the end of the 1950s, wrote: “Rome has taken the place of London as a mecca for those who want to dress well”. Fascinated by the prestige and economic advantages that the Capital offered, many tailors from different regions of Italy, like Sicily, Puglia, Campania and Abruzzo, flowed in Rome to open a tailor shop, helping to define that multi-ethnic character of Roman tailoring, which can still be found today in the different styles of each tailor in the Capital.

The affirmation of Haute Couture in the Roman salons took place parallel to the legal birth of the “Accademia Nazionale dei Sartori”, a real institution for the world of tailoring and which in 1956, at the then headquarters in Piazza San Silvestro, organized the first fashion show of men’s tailoring. In 1959, together with “Federsarti”, the “Accademia Nazionale dei Sartori” also took part in the world exhibition of men’s fashion, organized in New York by the well-known magazine “Esquire”. During the exhibition, the suits sewn by important tailoring of the Capital were presented, including the Brioni, Caraceni and Ciro Giuliano Tailoring.

The many stylistic differences that have characterized, and still characterize, Roman tailoring, imply that it is not possible to define a Roman tailoring philosophy in the sense that you are used to conceiving for other Italian tailoring schools, first and foremost the Neapolitan and Milanese ones, which, on the other hand, are well coded. Because the Capitoline tailoring is free from any rule, it is not possible to identify real characteristics that identify the Roman jacket, as this is the result of a mix of sartorial influences. What is undoubted is the notable role that the Eternal City has had in the affirmation of Italian tailoring in the world. 

Today the tradition continues in the heart of Rome, in tailoring such as that of Tommy & Giulio Caraceni, that are heirs of name and fact of the mastery craftsmanship of Domenico Caraceni, as well as in that of the Calabrian tailor Gaetano Aloisio, both, world excellences of men’s tailoring. According to the young tailor Andrea Caraceni, grandson of one of the two founders of the Tommy & Giulio Caraceni tailoring, the Roman Jacket – which at this point we can define Roman without any sense of uniqueness of style – “fits in the middle between the Neapolitan jacket and the English one (…) generally has padding, “rollino” and open armhole”.  

What is reported it has a very logical sense if we consider that, as Andrea Caraceni himself reiterates, the initiation of Italian tailoring took place following a careful study of the English jacket to make it softer and more natural; a work that Domenico Caraceni implemented from the 1920s when he settled permanently in the capital.

Bibliografia/Bibliography Sebastiano di Rienzo. «Filo»sofia dell’abito. La maestria artigianale per filo e per segno. De Luca, 2007.

Scrittrice per passione, è autrice di diversi articoli dedicati al mondo dell’eleganza maschile. Da oltre sei anni collabora con Eleganza del Gusto, raccogliendo nei suoi scritti la vera essenza della sartoria e dell’abbigliamento classico maschile. Dottoressa in Geologia, ha da sempre una grande passione per la bellezza e l’eleganza, che trova espressione anche attraverso il suo lavoro di gemmologa.

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